sabato 5 novembre 2016

Captain Fantastic

Matt Ross ha fatto un film su un padre e una madre che non credono nel capitalismo americano, anzi, lo odiano, così come odiano le religioni; amano Noam Chomsky più di qualsiasi Dio (al punto da festeggiarne il compleanno), i libri e i classici in particolare. E secondo questi criteri, rigidissimi, educano i figli, in uno stato di isolamento pressoché assoluto, in mezzo alla natura. Il risultato sono dei figli eccezionali: generosi, intelligenti, spiritosi, ma non integrati, e decisamente poco furbi. Quando la madre per i postumi di una depressione, si suicida, assistiamo allo scontro fra la famiglia 'alternativa' e il resto della società, compresi i parenti (un po'stronzi) della madre. No, questo film non parla di "un uomo tenta di reintegrarsi nella società", non è la "storia di una famiglia disfunzionale". no, Matt Ross ha fatto un film che parla di una guerra, guerra che vede da una parte "l'individuo in lotta" e dall'altra una società ignorante, quella "capitalista", poco generosa, fatta di ciccioni di cui i ragazzini chiedono al padre, "ma sono ippopotami?" Il finale dice: non importa se perderai, conta come vivi. Un film da vedere, bellissimo, saltando le recensioni.

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